CONOSCI TE STESSO significa non solo riconoscere i miei limiti con il senso di 'non posso fare tutto quello che vorrei', significa anche riconoscere che questi limiti (di conoscenza, di esperienza, di forza, di comprensione) sono 'mobili'. Non sono assoluti, ma definiti da me stesso, dal mio punto di osservazione.
Se resto 'fissato' ad un punto di osservazione, il mio limite resta ristretto.
Esplorare i miei limiti significa già ampliarli. La conoscenza di me stesso diventa uno 'sviluppo', una crescita. Io chiamo yoga questo processo quando avviene in armonia con l'ambiente in cui vivo (famiglia, società, pianeta).
Non sempre la fase di sviluppo determina anche una 'riproduzione', a volte lo sviluppo resta 'sterile'. (ri)produrre qualcosa implica sempre una trasformazione. Io chiamo 'evoluzione' la trasformazione consapevole di me stesso.
18.11.17
22.2.17
Un Maestro non ti dà delle risposte.
Un Maestro stimola tante domande e ti mette nella condizione di cercare non "una risposta" ma almeno tre possibili risposte alla stessa domanda.
Il seminario svoltosi il 14 Febbraio a Bari
con il M° Yuji Yahiro mi ha dato questa conferma.
Dialogo con “SE” uno degli stimoli più forti che ho ricevuto dal M° Yuji Yahiro
“A che punto?“ È la domanda che mi sono sentita rivolgere più volte dal Maestro al posto del consueto “come stai?”
Questo “A che punto?”
Questo “A che punto?”
mi dà oggi il senso di incontrare un MAESTRO.
A che punto?
A che punto?
Se mi sento coraggiosa, è la domanda che mi pongo la sera, prima di addormentarmi
“A che punto?”
“A che punto?”
Oggi significa per me guardare nella “valigia” che ho ricevuto dall'universo, per fare il viaggio della Vita e verificare che uso ho fatto del mio prezioso bagaglio.
Come ho usato la mia dote, come ho speso il patrimonio dote dei miei antenati.
Come ho usato la mia dote, come ho speso il patrimonio dote dei miei antenati.
Che uso faccio quotidianamente delle risorse messe generosamente a mia disposizione per assolvere il compito per cui sono nata e per cui sono qui e ora?
Come uso il mio corpo?
Per manifestare i talenti le virtù o crogiolarmi nelle vanità e pigrizie?
A che punto è il cammino del mio cuore per diventare un “Cuore Umano”
Se, sono nata per realizzare e celebrare quotidianamente la sacralità della Vita, a che punto sono rispetto al vivere con gioia, l'offerta scomoda del giorno, rappresentata dal non avere (per esempio) rancore nei confronti di mio marito, mio figlio, mio fratello che a turno mi tolgono il sonno con il loro comportamento?
A che punto è il cammino del mio cuore per diventare un “Cuore Umano”
Se, sono nata per realizzare e celebrare quotidianamente la sacralità della Vita, a che punto sono rispetto al vivere con gioia, l'offerta scomoda del giorno, rappresentata dal non avere (per esempio) rancore nei confronti di mio marito, mio figlio, mio fratello che a turno mi tolgono il sonno con il loro comportamento?
Li ringrazio perchè mettono alla prova la mia capacità di non giudicare, di amare senza condizione, indipendentemente da come loro sono, anzi proprio per come sono?
Pratyahara è stato il tema del seminario, scelto perché la complessità del momento che stiamo vivendo pone l'esigenza di risposte multiple, di sensibilità straordinarie.
Pratyahara è stato il tema del seminario, scelto perché la complessità del momento che stiamo vivendo pone l'esigenza di risposte multiple, di sensibilità straordinarie.
Pratyahara è la pratica Yoga per la padronanza di "Se Stessi"
è la pratica per conquistare una coscienza Libera, utilizzando al meglio le capacità fisiche e mentali, condizione più che mai necessaria in questo tempo, a me fa intravedere altre e più possibilità di sentire e praticare le situazioni.
E' per questo che pratico Oki Do Yoga.
Perchè dal M° Masahiro Oki prima e dal M° Yuji Yahiro poi, ho sentito (uso volutamente la parola “sentito”, perchè dire “capito” è troppo) che vero Yoga è: non le due o tre ore di pratica settimanale in palestra, ma usare la chiave che in palestra alleno per il corpo, la mente lo spirito, la vita quotidiana, l'ambiente per diventare "UMANA"
M. Gabriele
10.2.16
Shiatsu, Yoga, Olistico? Forme & strumenti della pratica
Breve riflessione di Maria
Shiatsu! Reiki! Yoga! Pilates! Kun Fu! Qi Gong!
Shiatsu! Reiki! Yoga! Pilates! Kun Fu! Qi Gong!
e ancora..hata yoga, raja yoga, Oki do yoga, meiso shiatsu e i tanti altri stili di shiatsu. Asana, Katà.
L'elenco delle discipline che negli ultimi decenni abbiamo importato prevalentemente dall'oriente è lungo, tutte di grande valore quando mantengono il loro carattere originario. Sono forme di pratica, strumenti, modi di allenamento del corpo e dello spirito. Ma cosa ci fa definire "olistico" un percorso,una pratica, un Katà, un' Asana?
Nelle culture orientali e nella cultura classica occidentale più illuminata (come dimostra
l' immagine di Leonardo), quando si parla di Uomo, di natura, di universo, di medicina, di salute, di discipline, si fa riferimento alla scienza, alla filosofia, alla religione e si connettono strettamente le forme di Vita terrene alle dinamiche dell'universo. Spesso i nomi delle discipline sono precedute o seguite dalla parola "Do" e si fa riferimento all'uso o sviluppo del "Tanden".
Nelle culture orientali e nella cultura classica occidentale più illuminata (come dimostra l' immagine di Leonardo), quando si parla di Uomo, di natura, di universo, di medicina, di salute, di discipline, si fa riferimento alla scienza, alla filosofia, alla religione e si connettono strettamente le forme di Vita terrene alle dinamiche dell'universo. Spesso i nomi delle discipline sono precedute o seguite dalla parola "Do" e si fa riferimento all'uso o sviluppo del "Tanden".
Tanden significa baricentro del corpo, sede delle forza vitale, creare, sviluppare, Tanden non è per diventare lottatore di "Sumo",vuol dire allenare la capacità di mantenere stabilità nel proprio corpo e cuore di fronte ad una
difficoltà, cioè mantenere un atteggiamento creativo e positivo.
“Do” rappresenta il modo di percorrere una Via, vivere facendo un percorso per riunificare
la scienza, la filosofia e la religione nel proprio quotidiano.
Riunificare consapevolmente corpo-mente-spirito-vita quotidiana-ambiente (Vivere in modo yoga, non fare pratica yoga in palestra qualche ora la settimana). Il “DO” è anche la via, per
vivere in modo etico qualsiasi disciplina come fosse saggezza di vita
Attraverso le diverse discipline se alleno le braccia o le gambe, se pratico Karate, Yoga o Pilates, se tratto la schiena o l'addome con il Reiki o lo Shiatsu,uso una forma di allenamento.
La forma può rimanere tale o diventare strumento, diventare "Do" se ricerca la condizione di naturalità, di sensibilità corretta, se tende a sviluppare la forza della salute naturale, la stabilità del pensiero, il cuore pacifico e naturalmente gioioso.
Se cerco questo, sto cercando di raggiungere lo stadio che nello Yoga è definito "Satori" "diventare Umano " se la direzione è questa ogni strumento è ugualmente valoroso. Ogni forma di allenamento è preziosa, ogni strumento indispensabile se ho ben chiaro quale sinfonia voglio suonare, quale armonia voglio manifestare.
Maria Gabriele
La forma può rimanere tale o diventare strumento, diventare "Do" se ricerca la condizione di naturalità, di sensibilità corretta, se tende a sviluppare la forza della salute naturale, la stabilità del pensiero, il cuore pacifico e naturalmente gioioso.
Se cerco questo, sto cercando di raggiungere lo stadio che nello Yoga è definito "Satori" "diventare Umano " se la direzione è questa ogni strumento è ugualmente valoroso. Ogni forma di allenamento è preziosa, ogni strumento indispensabile se ho ben chiaro quale sinfonia voglio suonare, quale armonia voglio manifestare.
Maria Gabriele
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